Date

03 Feb 2026

Time

17:00 - 19:00
Category

Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque
Percorsi Femminili nell’Area Alto Adriatica
Con Marta Verginella. Modera Martina Vocci
Martedì 3 febbraio 2026, ore 17 – Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich, via Rossini, 4

La Casa del Cinema di Trieste propone un incontro con la storica Marta Verginella, moderato dalla giornalista Martina Vocci, dedicato ai percorsi femminili nell’Area Alto Adriatica tra Ottocento e primo Novecento, tra frontiere, nazionalismi e forme di autonomia.

Martedì 3 febbraio alle ore 17, nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4), la Casa del Cinema di Trieste organizza l’incontro Percorsi femminili nell’Area Alto Adriatica, con la storica Marta Verginella (Università di Lubiana), moderato dalla giornalista Martina Vocci. L’appuntamento approfondisce il ruolo delle donne nella tarda età imperiale asburgica, con particolare attenzione al contesto di frontiera triestino.

La questione femminile, nella tarda età imperiale asburgica, non può essere compresa separatamente dai processi di nazionalizzazione, né dal carattere di frontiera multietnica di città come Trieste. In questo contesto, le donne non furono semplicemente oggetto di politiche nazionali, ma agenti attive, seppur entro limiti fortemente differenziati a seconda dell’ambiente nazionale, sociale e politico di appartenenza.

Nel secondo Ottocento, le organizzazioni italiane, slovene e tedesche mobilitarono le donne come educatrici, custodi linguistiche e garanti morali della comunità. Tuttavia, mentre nei contesti italiano e tedesco il loro ruolo rimase rigidamente subordinato, la comunità slovena triestina offrì spazi di autonomia inediti. L’arrivo in città di giovani insegnanti e impiegate, spesso sradicate dai contesti rurali d’origine, contribuì alla nascita di reti femminili nuove e più indipendenti.

La frontiera diventa così non solo luogo di conflitto nazionale, ma anche spazio di possibilità; l’attivismo nazionale può essere al tempo stesso vincolo e risorsa per le donne; a Trieste, soprattutto per le slovene, la marginalità nazionale favorisce forme di autonomia femminile più avanzate rispetto ai contesti dominanti. Trieste mostra che l’emancipazione femminile non dipende semplicemente dal “centro” o dal grado di modernizzazione, ma dall’interazione dinamica tra genere, nazione, classe e posizione di confine.

La mostra “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”, visitabile fino al 15 marzo 2026 dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 17 a ingresso libero, riunisce 70 fotografie stampate su pannelli e 100 fotografie originali, componendo un insieme di grande fascino che permette di riscoprire atmosfere, gesti e volti di un’epoca in trasformazione.

L’iniziativa è realizzata dalla Casa del Cinema di Trieste nell’ambito delle attività culturali ospitate al Magazzino 26 con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali, in collaborazione con Associazione Hubgrade, I.R.C.I., Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e Trart, e in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo. 

 

I prossimi appuntamenti di “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”:

 

giovedì 12 febbraio

Sala Luttazzi – Magazzino 26

ore 17

Il dilemma dell’identità

Un film di Sabrina Morena

con Ariella Reggio, Lučka Počkaj, Elena Husu, Giustina Testa, Marzia Postogna

 

domenica 15 febbraio

Sala Sbisà – Magazzino 26

ore 11

Visita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè

 

domenica 22 febbraio

Sala Sbisà – Magazzino 26

ore 11

Donne in movimento: dall’immagine alla parola

Visita teatralizzata a cura di Trart

 

martedì 24 febbraio

Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich

Via Rossini, 4

ore 17

Ritratti e costumi: la moda di inizio ‘900

Con Arianna Boria. Modera Sara Del Sal


Location

Palazzo Gopcevich
Trieste