Date

22 Set 2025

Time

20:00
Category

lunedì 22 settembre 2025 – ore 20.00 – Teatro Miela

Ingresso libero

SERATA OMAGGIO A OMERO ANTONUTTI

Organizzazione: Associazione Casa del Cinema di Trieste

Alessandro il grande (O Megalexandros)

Grecia, Italia, Germania Ovest, 1980, 205’

di Theo Angelopoulos

con Omero Antonutti, Eva Kotamanidou, Mihalis Giannatos, Grigoris Evangelatos, Laura De Marc

Versione doppiata in italiano

Antonutti presta corpo, voce e sguardo a Alessandro il grande (O Megalexandros), metà eroe e metà bandito greco di inizio Novecento – ispirato dal mito e dal nome del condottiero macedone Alessandro Magno – la cui leggenda popolare narra il sogno di impadronirsi dell’intera Grecia, fra scorribande e razzie, da un villaggio all’altro, seminando proselitismo e terrore.

Angelopoulos, rimasto affascinato dall’interpretazione di Antonutti del patriarca di Padre padrone, incontra l’attore a casa del collega Norman Mozzato, marito di Laura De Marchi, che pure recita nel film del 1980: “Mi voleva nel suo film, mi dice, con tutta la mia disponibilità umana a vivere come fossimo anche noi una Comune, a sopportare le difficoltà di una lavorazione in esterni che si annunciava durissima”.

E difatti, le dure fatiche patite sul set da Antonutti e dagli altri membri della troupe furono raccontate con dovizia di particolari da Brizio Montinaro, nel diario che tenne durante le riprese nella regione di Pieria. Ma per Antonutti, al netto di ciò, lavorare con un regista di fama internazionale come Angelopoulos rappresentava l’occasione per salire alla ribalta del palcoscenico internazionale e di misurarsi con uno degli astri nascenti del miglior cinema d’autore dell’epoca. Fra i due nacque anche un profondo rapporto personale, e l’attore friulano ebbe modo di fare esperienza del carisma del cineasta greco: “Theo era un incantatore con quel suo entusiasmo, a volte aggressivo, a volte dolcissimo, spiritoso, risoluto. Un uomo che avresti seguito ovunque.”

Seguire Angelopoulos in Grecia significò per Antonutti essere messo alla prova in una terra straniera con una lingua che non parlava. Ciò che in prima battuta poteva rappresentare un ostacolo si rivelò ben presto l’occasione per immergersi nel personaggio confezionato dal regista su di lui: “Antonutti funziona perché ha dei problemi di comunicazione, come anche Alessandro ha dei problemi di comunicazione.” Nel film, difatti, Megalexandros è pur sempre uno straniero agli occhi del suo nuovo popolo, e la barriera linguistica che genera un vuoto fra i due poli, facendo scaturire tensione nell’azione drammatica, traspone la realtà sul set.

L’immedesimazione nelle pesanti maglie del condottiero si spinse all’estremo, come raccontò lo stesso Antonutti a Guido Botteri: “Angelopoulos ti immerge nel personaggio senza spiegarti, facendoti volutamente soffrire […] decise di farmi lavorare in condizioni terribili, le condizioni stesse del personaggio […] all’alba mi vestivano e rimanevo senza lavorare tutto il giorno. […] Un’avventura irripetibile, massacrante. Ma ero nelle mani di un regista geniale e l’incontro con il genio ricompensa qualsiasi fatica.”

L’interpretazione di Omero Antonutti verrà infatti acclamata unanimemente dalla stampa italiana ed estera. Alessandro il grande (O Megalexandros) conquisterà il Leone d’oro e il premio Cinema nuovo alla Mostra del Cinema di Venezia del 1980, oltre al premio Fipresci e a quello dell’Unione panellenica dei critici cinematografici.

(testo di Massimiliano Spanu e Tommaso Pagnutti, redatto per la mostra “Il tempo di Omero. Voce, corpo, sguardo di Antonutti”)

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Location

Teatro Miela
Trieste

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