Sabato 17 gennaio alle ore 11, nella Sala Sbisà del Magazzino 26 nel Porto Vecchio di Trieste, si inaugura la mostra a cura di Claudio Ernè e Massimiliano Muner, “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”, che riunisce 170 immagini di un fotografo rimasto anonimo, capace di raccontare con freschezza e spontaneità la Trieste che precedette il primo conflitto mondiale.

Per le vie della città
Un fotografo senza nome ha raccontato con freschezza e spontaneità la vita degli anni che precedettero il primo conflitto mondiale. Questo autore innominato ha ripreso Trieste e i suoi abitanti senza retorica e talvolta con ironia, puntando il suo obiettivo verso i frequentatori dei caffè e delle vie del centro, sul pubblico benestante che affollava l’ippodromo, sulle balie con in braccio i bambini, sui passeggeri dei vaporetti che affollavano il porto. Una serie di ritratti sono stati realizzati mettendo in primo piano i cappellini, gli abiti elaborati, i gioielli, i volti delle donne triestine: quasi una sfilata di moda per le vie della città. Le sue fotografie sono state scattate con un “taglio” anomalo per quell’epoca, un “taglio” che sarebbe stato adottato trent’anni più tardi con la comparsa sul mercato di un piccolo apparecchio che si chiamava ”Leica”, che utilizzava la pellicola cinematografica al posto delle lastre in vetro e che ha segnato la storia del reportage foto giornalistico. Questo autore senza nome non ha messo in posa chi voleva ritrarre: al contrario ha atteso, quasi in agguato, il momento propizio per far scattare l’otturatore della sua fotocamera. Ha colto l’ attimo irripetibile e lo ha consegnato al futuro, forse alla storia. Il suo nome, al contrario, sembra destinato a rimane un enigma irrisolto, uno dei tanti segreti che mettono in crisi l’attuale società dell’informazione, dove le telecamere sparse per le vie della città, le scie elettroniche dei telefonini, le analisi del Dna, restringono gli spazi in cui il buio e la penombra hanno avuto per secoli buon giuoco. Le ricerche per individuare il nome di questo autore si sono rivelate infruttuose: le lastre, i negativi, non sono firmati come al contrario accadeva all’epoca per le copie stampate su carta dai fotografi che firmavano il loro lavoro apponendo il proprio nome e indirizzo sui cartoncini sui quali venivano “montate” le immagini.
I colori
Un buon numero di immagini di questa mostra hanno assunto i colori dell’arcobaleno. Sono passate dal bianco e nero al technicolor per raccontare l’aspetto di Trieste e delle persone che ne popolavano le vie e le piazze. Il colore ha definito abiti, pellicce, cappellini e ha reso evidente l’aspetto degli edifici. Il grigio che pretendeva di descrivere il mondo e suscitare ogni emozione è stato superato e uno dei maggiori desideri dei fotografi dell’Ottocento si è avverato dopo anni di tentativi ed esperimenti grazie all’intelligenza artificiale. In effetti molti atelier della Belle Epoque proponevano ai loro clienti immagini colorate usando matite “a pastello”, o “acquarello” o intingendo sottili pennelli nei colori all’olio. Il desiderio di superare la “gabbia” del bianco e nero aveva coinvolto anche le produzioni cinematografiche e i registi. Lo testimonia un colossal come “Cabiria” diretto da Giovanno Pastrone nel lontano 1914.

Calendario incontri
sabato 17 gennaio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Inaugurazione della mostra
VOLTI DI DONNA
nella Trieste della Belle Époque
martedì 20 gennaio
Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich
Via Rossini, 4
ore 17
Presentazione mostra e volume
VOLTI DI DONNA
nella Trieste della Belle Époque
Arianna Boria, Claudio Ernè, Antonio Giusa Massimiliano Muner. Modera Sabrina Morena
domenica 25 gennaio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Il ritratto di strada oggi
Daniele Sandri e la sua minutera
Verranno realizzati sul posto ritratti nella tradizionale fotografia analogica
sabato 31 gennaio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Visita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè
martedì 3 febbraio
Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich
Via Rossini, 4
ore 17
Percorsi Femminili nell’Area Alto Adriatica
Con Marta Verginella. Modera Martina Vocci
sabato 7 febbraio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Visita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè
giovedì 12 febbraio
Sala Luttazzi – Magazzino 26
ore 17
Il dilemma dell’identità
Un film di Sabrina Morena
con Ariella Reggio, Lučka Počkaj, Elena Husu, Giustina Testa, Marzia Postogna
domenica 15 febbraio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Visita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè
domenica 22 febbraio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Donne in movimento: dall’immagine alla parola
Visita teatralizzata a cura di Trart
martedì 24 febbraio
Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich
Via Rossini, 4
ore 17
Ritratti e costumi: la moda di inizio ‘900
Con Arianna Boria. Modera Sara Del Sal
mercoledì 4 marzo
Sala Luttazzi – Magazzino 26
ore 17
Trieste Belle Époque
Donne in Musica
di e con Paolo Venier, al pianoforte Bruno Jurcev
domenica 8 marzo
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Il ritratto di strada oggi
Daniele Sandri e la sua minutera
Verranno realizzati sul posto ritratti nella tradizionale fotografia analogica
domenica 15 marzo
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Visita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè
martedì 17 marzo
Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich
Via Rossini, 4
ore 17
Alla ricerca degli archivi perduti:
il mosaico straordinario della fotografia a Trieste
Con Claudia Colecchia, Claudio Ernè, Massimiliano Muner



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