La Casa del Cinema

Il progetto della Casa del Cinema nasce dalla collaborazione fra la Provincia di Trieste e l’associazione “Casa del Cinema”, fondata nel 2009 da sette soggetti: Alpe Adria Cinema, Anno Uno, APCLAI, La Cappella Underground, Maremetraggio, la Film Commission FVG e la cooperativa Bonawentura. La sede è la ex Casa del Lavoratore Portuale, nel centralissimo edificio di Piazza Duca degli Abruzzi n. 3.

L’associazione Casa del Cinema di Trieste è stata fondata all’inizio del 2009, e riunisce al suo interno sette soggetti: i cinque enti di cultura cinematografica attivi a Trieste inseriti nella tabella degli “enti culturali di interesse regionale” riconosciuti dalla Regione FVG fino al 2008 secondo quanto previsto all’art. 5 dalla L.R. n. 4 dd. 15/2/1999 – Alpe Adria Cinema (Trieste film festival), Anno Uno (festival I Mille Occhi), APCLAI (Festival del Cinema Latino Americano), La Cappella Underground (festival Trieste Science+Fiction), associazione Maremetraggio; la Film Commission FVG, associazione riconosciuta come film commission regionale che svolge attività di servizio pubblico per il sostegno della produzione cinematografica e audiovisiva; Bonawentura (Teatro Miela), cooperativa di servizi culturali riconosciuta a sua volta tra gli “enti culturali di interesse regionale” e gestrice della sala del Teatro Miela, già sede di iniziative cinematografiche e festival di cinema realizzati dalle associazioni sopra menzionate.
Si tratta di una forma giuridica che vede aggregate tutte le principali realtà triestine nel campo del cinema, con l’obiettivo comune di uno sviluppo sinergico e coordinato delle attività. Un’associazione tra associazioni, che non persegue fini di lucro ed è aperta all’adesione di enti pubblici o privati che ne condividano le finalità e s’impegnino ad accrescerne il patrimonio.

L’associazione Casa del Cinema di Trieste ha siglato con la Provincia di Trieste all’inizio del 2011 un contratto di concessione per l’utilizzo dell’edificio di Piazza Duca degli Abruzzi n. 3 (ex “Casa del Lavoratore Portuale”) e per lo sviluppo del relativo progetto, all’interno del più ampio disegno di “distretto culturale evoluto”. L’edificio, già ribattezzato come “Casa del Cinema di Trieste”, ospita di fatto da alcuni mesi gli uffici operativi dei festival, della mediateca e della film commission: un primo passo per la creazione di un centro di ricerca, documentazione e diffusione della cultura cinematografica, audiovisiva e multimediale, destinato ad operare come sede istituzionale permanente per l’organizzazione dei servizi e delle attività del settore. I lavori di ristrutturazione del palazzo saranno realizzati a partire dall’autunno del 2013.
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Ma il complesso “sistema cinema” del capoluogo regionale si trova attualmente nella necessità di ridisegnare le proprie mappe, in previsione di un futuro ulteriore sviluppo fondato sulla razionalizzazione e ottimizzazione nell’impiego delle risorse. Produzione, formazione, organizzazione di eventi culturali e servizi al cittadino rappresentano i cardini su cui operare, per la sistematizzazione di un settore che ha ormai superato i propri confini proprio in direzione della multimedialità e della ridistribuzione delle competenze nelle forme del network, per una più ampia diffusione delle informazioni e del sapere.
In tal senso, la “Casa del Cinema di Trieste” si manifesta come anello di congiunzione fra le realtà cinematografiche del territorio triestino, nella prospettiva di un programma integrato delle attività, e con intento parallelo di valorizzazione delle caratteristiche autonome delle singole associazioni e realtà culturali coinvolte. All’interno della Casa del Cinema, i soggetti partecipanti sono chiamati a mettere in rete esperienze, competenze, professionalità e patrimoni acquisiti nel corso degli anni; la macro-associazione si propone allo stesso tempo come soggetto coerente nei confronti di partecipazioni e partnership pubbliche e private, sia nelle azioni di fundraising che nella nella stesura di accordi e convenzioni. La prospettiva è quella di razionalizzare le risorse, creando economie di scala e usufruendo di spazi comuni pensati per ottimizzare le ricchezze dell’intero comparto.