L'EDIFICIO

L’associazione Casa del Cinema di Trieste ha sede negli spazi della ex Casa del Lavoratore Portuale, costruita tra il 1939 e il 1942 ad opera dell’ingegnere civile Giuseppe Zaccaria (1900-1976). Nel 2007 la Provincia di Trieste, confermando la volontà di mantenere il già programmato intervento di ristrutturazione dell’immobile, apporta le necessarie modifiche per la nuova destinazione d’uso: la realizzazione di una “Casa del Cinema” nell’ambito della più ampia linea programmatica di costituzione del “Distretto culturale”.
L’idea è quella di concentrare in un unico spazio le attività svolte dalle associazioni culturali cinematografiche del territorio che organizzano festival ed eventi, creare un centro di ricerca, documentazione e diffusione della cultura cinematografica, audiovisiva e multimediale, destinato a operare come sede istituzionale permanente per l’organizzazione dei servizi e delle attività del settore. Produzione, formazione, organizzazione di eventi culturali e servizi al cittadino rappresentano i cardini su cui opera Casa del Cinema, per la sistematizzazione di un settore che ha ormai superato i propri confini in direzione della multimedialità e della ridistribuzione delle competenze nelle forme del network, per una più ampia diffusione delle informazioni e del sapere.
A settant’anni dalla sua realizzazione, l’edificio, che ha vissuto nei decenni alcune parziali trasformazioni, si avvia pertanto ad una nuova vita ponendosi oggi, come in passato, quale perno di raccordo e quinta scenografica che contribuisce al completamento e alla valorizzazione di uno spazio eterogeneo, ma di grande valenza urbana.

LA STORIA

È il Regio Ufficio del Lavoro Portuale ad ordinare la costruzione de La Casa del Lavoratore Portuale, insieme al Sindacato Fascista Lavoratori dei Porti e alle compagnie portuali Lino Domeneghini, Odoardo Huetter, Tommaso Gulli e Ettore Saletnig che ne diverranno successivamente proprietarie.

La progettazione viene affidata all’ingegnere civile Giuseppe Zaccaria (1900-1976), allora funzionario presso i Pubblici Magazzini Generali di Trieste, l’attuale Autorità Portuale. L’idea di fondo è quella di costruire un elemento di raccordo con il magazzino doganale ferroviario, in un’area strategica del Porto Vittorio Emanuele III, crocevia di traffici ferroviari, marittimi e viari. Il lotto individuato, originariamente ospitava la pescheria, poi demolita e trasferita nel 1911 nell’edificio realizzato a firma di Giorgio Polli, lungo la Riva Nazario Sauro.

La gestazione del progetto è piuttosto lunga, anche per i frequenti blocchi imposti dalla Commissione edilizia comunale che tendevano a limitare l’utilizzo di materiali come cemento armato e il ferro, per i quali era necessario rivolgersi direttamente al Ministero dell’Interno. In una lettera indirizzata nel luglio del 1938 al podestà Enrico Paolo Salem, il Regio Commissario dei Magazzini generali Carlo Perusino manifesta il proposito di avviare il cantiere con la posa della prima pietra in occasione dell’imminente visita del Duce a Trieste.

Tuttavia, nonostante l’urgenza manifestata, il progetto richiede ancora diverse revisioni, in particolare per la soluzione delle facciate, con la richiesta da parte dei tecnici comunali di “ristudiarle”, ponendo attenzione alla geometria degli elementi lapidei del rivestimento da armonizzare con le aperture e la parte conclusiva dei cornicioni che, si chiede, venga “alleggerita” eliminando i pilastrini. L’avvio dei lavori avviene il 18 settembre 1938, con una sbrigativa cerimonia ufficiale alla quale partecipa Benito Mussolini, impegnato contestualmente nei cantieri della Casa del Fascio, dell’edificio del Rettorato dell’Università, della casa dell’ONB e all’inaugurazione del Banco di Napoli.

Il rilascio del nullaosta alla costruzione viene concesso il 15 giugno 1939. I lavori partono il successivo 2 luglio per un costo complessivo previsto di 3.000.000 di lire. L’abitabilità viene rilasciata, dopo il necessario sopralluogo commissionale, il 7 agosto 1942.

Fonti bibliografiche
s.a., Le opere del Comune. Il Corso Cavour, in Rivista mensile della città di Trieste, n. A. 7, n. 2 (febbraio 1934).

s.a., Le opere del Comune. I lavori stradali, in Rivista mensile della città di Trieste, n. A. 9, n. 1 (ottobre 1936).
Ministero dei Lavori Pubblici (a cura di Ugo Sartori e Carlo Tigoli), Le opere pubbliche nella Venezia Giulia,1918-1938, XVI, Stabilimento Enrico Ricci, Roma, 1938.
Alfieri Seri, Trieste anni Trenta. Momenti di vita triestina e cronaca della trasformazione edilizia, ed. Italo Svevo, Trieste, 1982.
Antonella Caroli, I Lagerhäuser di Trieste, in Archivio di Stato, Biblioteca statale di Trieste, Soprintendenza archivistica per il Friuli Venezia Giulia, L’evoluzione delle strutture portuali della Trieste moderna tra ‘800 e ‘900, catalogo della mostra31 gennaio – 27 febbraio 2004, Trieste, 2004.
Paolo Nicoloso, Federica Rovello, Trieste 1918-1954. Guida all’architettura, MGS Press, Trieste, 2005.

Fonti archivistiche
Comune di Trieste, Archivio tecnico, dis. n. 13544

Comune di Trieste, Archivio generale, Ufficio Tecnico, prot. corr. 448/1938

L'ITER PROGETTUALE

Note sui recenti lavori di ristrutturazione dell’immobile destinato a sede di “Casa del Cinema di Trieste”

Il progetto, redatto dallo Studio Archidomus di Trieste, viene sottoposto nel gennaio 2009 ad apposita Conferenza di Servizi volta all’acquisizione da parte degli Enti preposti di pareri, autorizzazioni, nulla osta e assensi, comunque denominati, ed all’accertamento di conformità urbanistica. In tal sede viene richiesta una variante al progetto con particolare riferimento alla previsione della cosiddetta “vela tecnologica” che avrebbe occupato uno spazio di pertinenza demaniale incidendo sulla bretella ritenuta asse viario strategico sia per i flussi veicolari provenienti da Piazza della Libertà, già oggetto di intese tra l’Autorità Portuale ed il Comune di Trieste, che per lo sviluppo del Porto Franco Vecchio stesso. A conclusione di numerosi incontri tra i principali interlocutori – il Comune di Trieste in primis, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, l’Autorità portuale e la Regione – viene raggiunto il comune accordo rispetto ad una variante al progetto che contemperi le varie richieste emerse e nel contempo sia in grado di soddisfare le esigenze di tipo impiantistico e di sicurezza antincendio. Il procedimento di Conferenza di Servizi viene dichiarato positivamente concluso nel maggio 2010.
A seguito di una serie di incontri svoltisi nell’ottobre 2010 con i rappresentanti dell’Associazione “Casa del Cinema”, partner della Provincia di Trieste nella realizzazione del progetto culturale “Casa del Cinema” – giusta deliberazione giuntale n. 163 dd. 26.08.2010 – vengono individuate alcune modifiche alla variante al progetto definitivo approvata fino alla perfetta condivisione di tutte le scelte progettuali, anche ai fini della destinazione degli spazi interni.

Fasi e contenuti del progetto
Ottenuti gli ultimi pareri viene avviata la progettazione esecutiva. Il progetto esecutivo strutture ottiene nel gennaio 2012 il parere favorevole da parte dell’Organismo tecnico di cui alla L.R. 16/2009.
L’intervento in questione nel suo complesso prevede, in estrema sintesi:
– il mantenimento dell’attuale sala teatrale e la revisione di alcuni ambienti di servizio connessi;
– la riconferma degli elementi di distribuzione orizzontali e verticali e degli spazi comuni principali esistenti;
– la creazione di nuovi spazi destinati ad attività espositive, conferenziali e ricreative legate al settore cinematografico;
– la ristrutturazione degli spazi destinati agli uffici al primo, secondo e terzo piano del fabbricato;
– la ridistribuzione interna degli spazi all’ultimo piano ed il recupero dei lastrici solari per la realizzazione di un bar atto ad ospitare manifestazioni e/o esposizioni temporanee;
– il restauro del vano scale e l’adeguamento normativo in materia di superamento delle barriere architettoniche dell’impianto di risalita;
– il ripristino delle finiture dei prospetti esterni con l’eliminazione delle trasformazioni formali e delle superfetazioni dovute ad interventi successivi realizzati nel tempo;
– l’adeguamento impiantistico e della sicurezza dell’intero edificio;
– l’inserimento lungo il fronte posteriore di due scale antincendio esterne;
– la collocazione delle centrali termica ed elettrica, attualmente posizionate nella corte, all’interno dell’edificio, al pianoterra, in aderenza all’attuale locale di condizionamento;
– la sostituzione dei serramenti esterni lignei con elementi nuovi in larice tinto che ne ripropongono la tipologia, il materiale e la tonalità della tinteggiatura.
L’intervento di per sé delicato in quanto eseguito su immobile sottoposto a vincolo ex art. 10, c. 1, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, è reso ulteriormente complesso dal fatto che dovrà svolgersi con l’attuale sala teatrale in funzione così come in presenza di altre attività connesse al costituendo “Distretto culturale” con un’occupazione di spazi pari ad un piano dell’immobile medesimo.

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